CHAKRA, Prese di Vita – Parte I

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chakras_of_the_subtle_body_detail_folio_2_from_the_nath_charit-_attributed_to_bulaki_1823_samvat_1880_46_x_122_cm-__mehrangarh_museum_trustI chakra, letteralmente “ruote” o “vortici”, sono delle vere e proprie prese di energia localizzate in milioni di punti corporei. Le sette frequenze più importanti (sei nello stato di veglia) si posizionano lungo il midollo spinale.

A cosa servono i chakra?
I chakra sono un dispositivo della coscienza estesa che permette al corpo di vibrare nel suo campo energetico e di interagire con essa. Le frequenze dello spirito sarebbero, infatti, “intollerabili” per il corpo in stato Beta (stato di veglia). I chakra creano quindi un ponte tra l’io biologico e l’auto-coscienza e possono essere descritti come degli strati dell’aura.

E’ importante comprendere che i chakra sono delle facoltà da attivare in modo consapevole attraverso il processo d’individuazione. Attraverso l’uso di cristalli, suoni e altri strumenti energetici, uno sciamano operativo potrà portarci su quella frequenza per permetterci di esperire quella vibrazione. Ma saremo noi a dover fare il lavoro di sviluppo di queste facoltà. Da qui deriva l’idea dietro i gioielli Namaha, monili simbolici ai quali si lega un’intenzione consapevole e attiva. 

I sette chakra
In questo primo articolo, andiamo ad analizzare brevemente i chakra uno a uno e a introdurre le possibili cause di chiusura dei 6dec5b09-0c29-738b-308e60094d5c9273primi due.

Il primo chakra (che ha ispirato la linea MULA) è la capacità di vivere il corpo e di percepire le sensazioni fisiche. E’ il sacramento dell’incarnazione legato alla corporeità. Anatomicamente corrisponde al corpo fisico: scheletro, ossa lunghe, organi genitali esterni, e organo cuore.

Il secondo chakra (che ha ispirato la linea KAMA) è la facoltà di interpretare le sensazioni trasformandole in emozioni attraverso la memoria e l’imprinting infantile. E’ la nostra intelligenza emozionale, la capacità di vivere i rapporti primari con genitori, figli e partner. E’ anche la capacità di vivere la sessualità come una festa del corpo.

Il terzo chakra (AGNI) è l’io piccolo, il cervello sinistro, la nostra intelligenza strategica. E’ la mente sociale che ci permette di uscire dal nido e conquistarci il cibo. Un io sano è un io assertivo. Il terzo chakra è connesso all’istinto del gregge e al contatto con l’estraneo. E’ la dimensione dell’io/mio, delle coordinate spazio/temporali, del linguaggio verbale primario. Corrisponde al metabolismo, al plesso solare, allo stomaco, all’intestino tenue, al fegato, alla milza, al pancreas, alle surrenali, alle articolazioni, agli artigli e ai denti.

Dal quarto chakra in su le corrispondenze anatomiche assumono una valenza simbolica.rjs2376

Il quarto chakra (TEJAS) è lo stato ponte, la dimensione individuativa, lo stato di presenza (stato Alfa), l’attenzione senza sforzo, la facoltà di interpretare la vita e vivere una dimensione più profonda dell’esistenza fatta di amore, attenzione, e libertà. E’ il chakra dell’anima e dell’individuazione dei propri talenti.

Il quinto chakra (NADA) è l’espressione verso l’esterno dell’individualità. E’ la facoltà di liberarsi del destino degli altri – smettiamo di belare con le parole altrui e ci liberiamo dalla catena degli antenati.

Il sesto chakra (BRUMADIA) è la facoltà sincronica di essere in rete. Le sincronicità sono coincidenze significative che avvengono quando siamo stabili nella presenza.

Il quinto e sesto chakra possono essere considerati degli attributi del quarto chakra.

Il settimo chakra (MOKSHA) non è esperibile nello stato di veglia. Il corpo non può reggere le frequenze del se’. Il chakra della corona è rappresentato dal loto dai 1000 petali in un rapporto di 1000:4 con il fiore dai quattro petali del primo chakra.

Cosa chiude i primi due chakra?
Partendo dalla premessa che il primo e secondo chakra lavorano sempre insieme – non c’è sensazione senza la sua interpretazione – il secondo chakra funziona quando interpretiamo correttamente una sensazione e siamo capaci di stabilire un sano rapporto di intimità. E’ la nostra capacità di accoglienza e la disposizione a farci coinvolgere in processi biologici irreversibili, come la procreazione.doorofperception-com-yoga-the_art_of_transformation-29

Quando si verifica un intasamento, i vortici smettono di funzionare.I principali disturbi del primo chakra sono anoressia, bulimia e tossicodipendenza – tutte sofferenze legate a un rifiuto del basso corporeo che fanno vibrare a una frequenza bassa. I fattori che possono chiudere i primi due chakra sono molteplici. I principali:

La non accettazione del proprio corpo.

I traumi, come per esempio il trauma irrisolto dell’abbandono che si supera quando la persona prende consapevolezza della sua integrità e raggiunge una capacità di autonomia interiore.

Traumi fisici contro natura, come un’intossicazione o un intervento chirurgico. Per capirci, un parto naturale doloroso provoca una chiusura (temporanea) del secondo chakra agendo come un’anestesia naturale. Subire un parto cesareo, invece, potrebbe comportare una chiusura, seppur parziale, del secondo chakra.

TO BE CONTINUED…